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Vieste

La costa e i trabucchi

Macchine da pesca di legno, in equilibrio sulla roccia da secoli.

Il trabucco è una macchina da pesca fatta di pali, corde e argani, costruita su uno sperone di roccia e protesa sul mare: da terra si cala una rete quadrata fra due antenne lunghe anche venti metri, e quando il pesce ci passa sopra la si tira su con il verricello. Serviva a pescare senza uscire in barca, nei giorni in cui il mare era troppo mosso.

Sul Gargano ce ne sono una quarantina, fra Peschici, Vieste, Mattinata e la costa verso Manfredonia, e alcuni hanno più di due secoli. Dal 1992 il parco nazionale li tutela come patrimonio, perché erano quasi tutti in rovina; molti sono stati rimessi in piedi dalle famiglie che li possedevano, e alcuni funzionano ancora.

La costa da vedere

Il tratto più spettacolare va da Vieste verso sud: si percorre la litoranea per Mattinata, che sale e scende lungo le falesie, e ogni pochi chilometri si apre un belvedere. Le calette si raggiungono a piedi per sentieri ripidi oppure in barca; Vignanotica ha un sentiero di dieci minuti dal parcheggio, la Baia delle Zagare si vede solo dall'alto o dall'acqua.

Il Pizzomunno

Sulla spiaggia davanti al castello di Vieste sta il Pizzomunno, un monolito di calcare bianco alto venticinque metri, rimasto in piedi mentre il resto della falesia si ritirava. La leggenda locale racconta di un pescatore e di una ragazza, le sirene e una maledizione: è la cartolina del paese, e al tramonto ha un colore che vale la sosta.

Molti trabucchi oggi sono anche ristoranti, e si mangia seduti sopra l'acqua fra i pali; sono pochi coperti e vanno prenotati. Altri restano quello che erano e si guardano soltanto, il che è gratis e a volte meglio.